Le bandiere dei nostri padri

E ovviamente nessuno va a vederlo. Tutti dagli irlandesi o da Dupree, forse. E cosa vuoi farci, peggio per loro, perchè il film di Eastwood è bellissimo. La guerra vista dal punto di vista di un uomo, incapace di comprenderla, di discuterla, di lottarla. Perché in fin dei conti era giusta, necessaria. Perché in fin dei conti, non ti poni domande, presti servizio ai tuoi compagni prima che alla nazione. Impensabile che un film del genere posso avere successo, impensabile dopo il ‘68 e quelle menate là. Ora il centro del mondo è l’individuo, non può esserlo un gruppo, una nazione, un ideale, un motivo superiore. Il grande Eastwood ha gli occhi di un vecchio, il film non discute la guerra, non si fa domande, racconta. Racconta come un uomo normale, banale, piccolo subisce gli eventi. E come reagisce, come si difende, come cerca di attraversarla. Non capisce un uomo come possa essere definito un eroe, quando lo hanno preso, messo su una nave e fatto sbarcare sotto una selva di pallottole. Il più sfortunato e il più scemo sono morti subito, lui è andato avanti in qualche maniera, cercando di salvarsi e di salvare i compagni: che altro aveva da fare?

3 Risposte

  1. Si, anche se non credo che il problema siano le menate del ’68 e dintorni. Oggi un film di guerra senza il Tom Hanks (o, ahimè, il Ben Affleck) di turno e senza la spettacolarizzazione videoludica di un Pearl Harbor, è morto in partenza.
    L’individualismo. Si. Anche se è Eastwood cerca e trova sempre una forma di solidarietà di gruppo, di chi ha condiviso o condivide un’esperienza in fondo incomunicabile, come Frankie-Scrap-Maggie in Million Dollar Baby o i jazzisti di Bird, per dirne una. Anche se poi questi tentativi sono solo dei sogni ad occhi aperti, con gli occhi che guardano su un orizzonte lontano, troppo lontano.

  2. film stupendo… povere m***e le persone che nn vanno a vederlo!

  3. Bellissimo film che rende onore alla povertà della dimensione umana, basata sulla virtuale consistenza di una uguaglianza che non esiste.Nasci povero o ricco, carne da macello o governatore, il mito del self made man, un’utopia da celluloide e basta.”eroi” veri, che danno senza nulla ricevere, se non pallottole.il destino di quegli uomini, in questo e nell’altro speculare – ma non eguale- film, accomunati da un’unico, povero, effimero destino.Solo il Clint ci ha saputo regalare emozioni diverse con due film epici sul medesimo palcoscenico.GRANDE.

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