[Libri] Ogni cosa è mysterious e, alla fine, illuminata

Brian Lackey

L’estate dei miei otto anni, cinque ore della mia vita scomparvero. Non so spiegarlo. Ricordo solo che ero seduto in panchina durante la partita di baseball delle sette della Little League e che mi risvegliai nel seminterrato di casa mia a mezzanotte. Cosa accadde in quell’arco di tempo è, nella mia mente, solo una massa indistinta.

Quando tornai in me, aprii gli occhi nell’oscurità. Ero seduto con le gambe contro il petto, le braccia intorno alle gambe e la testa piegata in mezzo alle ginocchia. Le mani stringevano così forte che mi facevano male. Mi distesi lentamente, come una farfalla che esce dal bozzolo.

Inizia così il romanzo Mysterious Skin di Scott Heim finalmente pubblicato anche qui in Italia dalla casa editrice Playground (268pp, 15 euro) e ora disponibile al Visionario. Il bellissimo, disperato e lirico film che Gregg Araki trasse dal libro di Heim – e che rappresentò uno dei titoli forti e molto amati al Festival di Venezia 2004 – è uscito anche nelle nostre sale, ma la curiosità per il testo d’origine scritto da Heim a soli 29 anni era rimasta. Il romanzo è diventato prima un dramma teatrale con premiere a San Francisco poi il caso fece incontrare Heim e Araki. Come ricordava il regista stesso nel 2004 presentando il film:

“Nel 1996, Scott scrisse una sceneggiatura dal romanzo e la presentò al Sundance Writer’s Lab. Per caso, mi fu chiesto di far parte del comitato: fu una delle poche sceneggiature a cui diedi parere positivo. Scott partecipò al Sundance Lab nel gennaio del 1997 dove sviluppò la sceneggiatura. Qualche anno dopo Mysterious Skin è riapparso nella mia vita e finalmente sono riuscito a pensare a un suo adattamento cinematografico attraverso il montaggio e l’uso soggettivo della macchina da presa e così ho deciso di riscrivere la sceneggiatura. Ho quindi unito le mie forze a quelle dei produttori della Antidote Films, Mary Jane Skalski e Jeffrey Levy-Hinte. Insieme ci siamo lanciati nel fare un film di grande bellezza e dall’alto valore produttivo. Considero questo film un’esperienza incantevole, provocatoria ed emozionante. Dalla fotografia elegante e intensamente cinematografico, lo reputo un film straziante come Boys Don’t Cry, controverso come Kids, perturbante come il vecchio cinema di David Lynch ed elegantemente realizzato come In The Mood for Love. Mysterious Skin sarà soprattutto un film che si brucerà nella psiche del pubblico, di cui la gente parlerà, si emozionerà e comunque non dimenticherà”.

Il film di Araki non si dimentica (al momento il regista ha appena ultimato il suo nuovo film Smiley Face) ma rubando alcune pagine qua e là dal volume di Heim sembra che molto del merito sia della storia originale. Scott Heim ha un suo sito ufficiale e soprattutto un blog piuttosto aggiornato da cui scopriamo che sta scrivendo il suo terzo romanzo (We disappear), si è divertito moltissimo con Borat (che noi vedremo solo in marzo), vota democratico, ama la poesia di Anne Sexton ed è anche un dj (dai gusti musicali apprezzabili: New Order, Sparks, Maximo Park, David Bowie, Blondie…). Per saperne di più: http://heim.etherweave.com/weblog/

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