300 di ZACK SNYDER ERANO FORTI E SONO MORTI

Comincia farsi strada anche tra il pubblico italiano l’idea che il fumetto non sia solo una forma d’intrattenimento per ragazzi ma che possa essere anche esso una forma letteraria completa e matura. Certo la strada è ancora lunga e quando si parla di graphic novel molti mantengono ancora un antiquato atteggiamento di altezzoso rifiuto. Molti non sanno neanche di cosa si parli.
Presto detto. Una graphic novel è, in parole “molto povere”, un romanzo in forma di fumetto.
Per questo motivo molti del pubblico andranno in sala convinti di vedere una pellicola storica sull’eroiche gesta di Leonida e di Sparta nella battaglia delle Termopili.
Mi spiace dirvelo ma se è così avete sbagliato tutto.
“300” è uno dei migliori parti della mente del grande Frank Miller vincitore di diversi premi letterari. Il geniale scrittore ha voluto raccontare la gloria di 300 uomini che hanno saputo opporsi al più grande esercito che la storia anticha abbia descritto. Se la base della vicenda è storica e Miller ha utilizzato direttamente Erodoto come fonte citando anche le sue parole bisogna tener presente che siamo di fronte ad un’opera epica ma non storica, mitica e non filologica. Siamo immersi in un’atmosfera cupa e opprimente, con una tavolozza di colori che non ha mai contemplato le tinte pastello ma predilige il rosso sopra tutto. Il rosso del cielo, dei mantelli degli spartani e del sangue. La mitologia diventa fantasy con accenni horror senza risparmiare creature magiche e sottolineare ogni aberrazione umana, creando un immaginario vicino alle splatter. Un film sanguigno e “terroso” che in questo però mostra anche in parte il solo limite che ho riscontrato. Faccio un passo indietro a quando Robert Rodriguez ha portato sullo schermo un’altra grandiosa opera di Miller: “Sin City”. Per tale operazione venne utilizzata al massimo la tecnica del green-screen ( non era la prima volta, ricordarsi “Sky Captain and the world of tomorrow”). Questa tecnica permetteva agli attori di recitare di fronte ad un pannello verde senza scenografia alcuna che veniva poi aggiunta con la computer graphic rendendo così molto viva l’impressione di trovarsi effettivamente di fronte ad un fumetto. Stessa tecnica per “300”. Ma se in “Sin City” funzionava, nella pellicola di Snyder, questa crea sicuramente un’atmosfera assolutamente affascinante ma sottrae carnalità alla messa in scena che, si è più vicina alla forma della graphic novel, ma forse più distante dal suo spirito.
Miller ha un’attenzione particolare per personaggi come Leonida. Questo può ricordare altre figure del mondo “milleriano” come Marv di “Sin City” o il suo Batman ormai vecchio e cinico. Personaggi di grande onore ma malinconici, che affrontano la morte come traguardo finale della loro esistenza. L’unico modo per poter realizzare la loro piena essenza.
I miei ricordi di studente mi fanno pensare che Sparta viene spesso presentata come una civiltà inferiore rispetto all’illuminata Atene. Una civiltà di violenza dove la ragione non brillava. Di certo questo film non può smentire questa semplificazione ma di sicuro riesce a risvegliare lo spirto guerrir che abbiamo dentro.

13 Risposte

  1. perchè nessuno parla del film della archibugi ???

  2. vorrei parlare…. che delusione1 mi aspettavo un bel film. ed invece parte bene, ma poi tutta la retorica dei film italiani (vedi ozpeteck), tanto buonismo, tutto fintissimo……. Ma possibile che non riescano a fare un film decente? Ma l’avranno visto Babbel ?

  3. brava però la mezzogiorno!

  4. Condivido la recensione su 300.
    E’ un film che, come succede da 1po’ di anni (direi da Matrix in poi), va visto con un’adeguata preparazione, è necessario sapere che si tratta di una trasposizione da graphic novel. Altrimenti è uno splatterone + simile al wrestling che al cinema.
    A me è piaciuto assai, tutta questa tecnica del green screen da un’impressione di eccessiva perfezione, ma nonostante questo è da un bel tot.di film che non mi emozionavo così. Ti senti spartano, ti senti facente parte di una causa persa ma fiero di farne parte. Ancora + secondo me che nelle Lettere di Iwo Jima di Clint, che pur con sommo dolore e partecipazione rappresenta la sconfitta annunciata di un esercito.
    Bello il film e bravo il regista Snyder che personalmente riabilito dopo che aveva clamorosamente insegnato a correre agli zombi…sacrilegio x gli amanti di Romero…

  5. Chi non sa che il film e’ tratto da un fumetto e non e’ un film storico non lo capira’ a fondo.

    Comunque a me Snyder piaceva dal suo “L’alba dei morti viventi”.

  6. X fabfab..Ogni tanto qualche film italiano coraggioso esce (troppo pochi). Per esempio, pur nei suoi difetti, ho trovato molto bello il film di Saverio Costanzo “in memoria di me”, l’hai visto?

  7. “L’alba dei morti viventi” di Snyder era davvero un gran bel film. A partire dai titoli di testa con il Johhnie Cash apocalittico di “The man comes around”.
    E penso che sia un regista almeno un po’ più interessante di Robert Rodriguez.

  8. Non posso dire fra 2 registi così completamente diversi tra loro quale sia meglio e quale peggio, è scorretto mettere a confronto uno che passa da ‘Dal tramonto all’alba’ ai film di Spy Kids a ‘Sin City’ con un neo-regista alla sua 2nda prova…!
    Dico solo che il signor Romero nel ’68 ha CREATO un nuovo genere, lo splatter 8non sn io di certo a doverlo insegnare a nessuno), con dei canoni ben precisi. Gli zombi nei suoi film facevano (e fanno) paura proprio xchè nonostante siano senza cervello e lenti, ciondolanti cm appunto dei MORTI VIVENTI sn 1pericolo x la sopravvivenza sul pianeta.
    Ora…arriva 1regista di videoclip (o telefilm, o quello che faceva Snyder) e gli dà il dono di poter correre cm centometristi. Uno che si approccia così ad 1remake non mi dà una grande idea di rispetto, se permettete. Più onesto Danny Boyle, che l’anno prima crea sì degli pseudo-zombi, ma lo fa da zero, e non mettendosi a confronto e snaturando cose già scritte…
    Che poi ‘L’alba dei morti viventi’ di Snyder abbia delle belle musiche non significa in automatico che sia un gran bel film. Conosco dei film disgustosi con delle colonne sonore stupende.

  9. Ma la mia era un po’ una provocazione, perchè trovo che il lavoro fatto da Rodriguez su Sin City sia stato strabiliante dal punto di vista teorico, ma con risultati dannatamente fallimentari per il film in quanto tale, che con me non ha funzionato la prima volta, nè le altre…
    Certo che uno può mettere Johnny Cash su una ciofeca e rimane sempre una ciofeca, anche se preferisco una ciofeca con Johnny Cash in colonna sonora piuttosto che con Albano o Tiziano Ferro…
    Però l’utilizzo di quella canzone metteva subito in luce una chiara coscienza politica che non è da tutti, o non da tutti i videoclippari, e che per il film è fondamentale.
    Francamente, penso che Snyder non abbia snaturato Romero, ma abbia abuto il coraggio di amarlo e ucciderlo, come forse si deve fare con tutti i padri.

  10. Io credo che si possa ‘amare ed uccidere’ un cineasta, un autore, un regista…se questo non ha + nulla da dire! Ma se l’anno dopo al film di Snyder Romero firma il suo quarto capitolo sugli zombi, dimostrando non solo di non essere patetico, ma dando nuova linfa ad una cosa che sembrava bella e sepolta…capisci che qualcosa stona? ‘Uccidiamo e amiamo’ chi è morto, chi non ha + nulla da dire o chi si è dedicato ad altro…MA non è il caso di Romero. Mi ripeto: se qualcuno (alla Danny Boyle) si ispira ad un filone ma fa una cosa sua e non ‘copiata’ ci sto, se uno (alla Snyder) fa 1remake così…a me l’operazione pare 1po’ furba.
    Tornando a 300 e Sin City: io li ho apprezzati, se non altro xchè non cercano di adattare un fumetto in film, tentando ad ogni costo di mettere in immagini ciò che è scritto; ma dichiaratamente riportano su schermo il fumetto stesso, con tutte le implicazioni ‘poco cinematografiche’ che ne conseguono.

  11. Credo profondamente che i Troublemakers Studios di Rodriguez faranno parlare molto di loro. Anche e forse soprattutto fra qualche anno. Se Snyder continua su questa via è di sicuro promettente anche se la sua prossima prova sarà di nuovo un adattamento da una graphic novel: Watchman di Moore. E sarà un bel banco di prova data la complessità del soggetto. Ora a proposito del confronto tra Romero, Snyder e Boyle mi smbra che sia meglio precisare che parliamo di tre film diversi, con una genesi diversa e soprattutto uno scopo diverso. Lungi dal mettere in dubbio le pellicole di Romero (anche se Bruiser è davvero una vaccata) il remake di Down of the dead era un film assai divertente.
    Lo vidi al Puccini (a proposito di morti) e la sensazione non era quella del plagio o dell’operazione intellettuale su di un testo ( non è Gus Van Sant con Psycho). Mi sono davvero divertito e questo è già molto. E’ inutile parlare di opera di svecchiamento dello zombie. Oppure possiamo stare a disquisire sull’aspetto socio-politoco pregante in questa figura. Io preferisco guardare Romero come Romero, Snyder come Snyder e Rodriguez come Rodriguez.

  12. Non ho letto il fumetto, ma sono rimasto piacevolmente sorpreso dalla fotografia, della narrazione epica e dalla perizia chirurgica di certi affondi.
    Nonostante ciò devo dire che le libertà/speculazioni storiche e di genere sono ormai caratteristiche immancabili e deleterie di qualsiasi film made in uSa (e getta).
    Scusate, ma sinceramente comincio ad essere stufo dal sistematico riciclaggio di personaggi provenienti dal modo fantasy (romanzi, D&D, rpg…): ogre, macellai (o meglio butcher), buffe chimere pseudo-orientali (ovvero la guardia personale di Serse i ninja/samurai/non-morti-Stygiani), Serse stesso é pessimiddimo risultato di un incestuoso rapporto fra divinità egizie, babilonesi e indiane. Ma il top arriva con l’avvento dei Re Mag(h)i che portano in dono zolfo, carbone e nitrato di potassio. Ed è una cosa su cui riflettere perchè, continuando di questo passo, si giungerà a postulare che l’avvento della polvere sia da datare precedentemente all’età del bronzo.
    Lo dico perchè non penso che verosimiglianza e narrazione epica siano due cose del tutto inconciliabili.

    La scena finale, in cui si vedono i resti dei corpi spartani, é forse la più interessante. Le inquadrature di Snyder sembrano suggerire analogie con l’iconografia cristiana. In particolare, mi riferisco all’immagine del martire crocifisso rappresentata dal mezzo piano di Leonida e a quella della “Creazione di Adamo” data dal braccio sinistro (indice compreso) teso verso il proprio “signore” dal fido capellone biondo (Astinos o Daxos?).

  13. pare di vedere una persona giocare a un videogioco.

    che palle

    almeno leonida me lo sarei scopato. ^^

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