Giovedì Herzog: Fitzcarraldo + La ballata del piccolo soldato

 ore 20.45  FITZCARRALDO (1982) con il suo nemico più caro: Klaus Kinski

 herzog fitzcarraldo

Basta con la cartapesta, le lagune di plastica, i modellini, i robottini, le false emozioni. Ho voluto filmare la verità non per fare del “realismo” o del “neorealismo”, ma per non frodare gli spettatori, per regalare loro un brivido in più. […] Su quel battello, in quel terribile frangente, c’ero anch’io con la cinepresa a spalla, e c’era anche il protagonista Klaus Kinski. Abbiamo rischiato tutti l’osso del collo, ma la soddisfazione è duplice: un buon film, che è anche un bel documentario, è l’ebbrezza della conquista.

Werner Herzog, intervista a cura di Giuseppe Randazzo, «Gente», 17 dicembre 1982

 

Colpito dalla vita del “re della gomma” – l’irlandese Brian Sweeney Fitzgerald che grazie al commercio del caucciù in Amazzonia e allo sfruttamento degli Indios costruì un’enorme fortuna – Herzog realizza Fitzcarraldo. Dopo due anni di lavorazione (dal 1979 al 1981) nell’impervie foreste del Brasile e del Perù, prende vita il lungometraggio più ambizioso e sofferto di Herzog: il regista è accusato dalla Survival international, che si occupa della salvaguardia dei popoli minacciati di brutalità nei confronti degli indigeni per gli incidenti sul set; l’attore Jason Robards, sostituito dall’instabile Klaus Kinski, è colpito da dissenteria amebica e durante le riprese scoppiano forti tensioni fra Ecuador e Perù che complicano le riprese fluviali. È la pellicola più costosa (furono investiti 16.600.000 DM) della carriera del regista tedesco. Nel film, l’obbiettivo di Fitzcarraldo è quello di costruire un grande Teatro dell’Opera dove far esibire i più grandi nomi della lirica, uno su tutti il famoso cantante Enrico Caruso. Nessuno vuole finanziare il suo progetto, ma come dice lo stesso Herzog “Chi sogna può muovere le montagne”.

 

Sempre giovedì 24 maggio dopo Fitzcarraldo:

LA BALLATA DEL PICCOLO SOLDATO (1984)

 

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