Breve e inadeguata introduzione a Kiyoshi Kurosawa

Ricevo e pubblico dall’inadeguato Rabbitfactory (si è dimenticato la password…). Ah, il film Sakebi-Castigo è in programmazione stasera, e solo stasera.

Vi sono due motivi essenziali per non perdere l’appuntamento con Castigo. Uno qualitativo e uno più squisitamente “quantitativo”. Iniziamo da questo ultimo. In quasi vent’anni di carriera, di Kurosawa in Italia è stato distribuito un solo film: Pulse. E’ indubbio che si tratti di uno dei più bei film horror degli ultimi anni ma è il come è stato distribuito che colpisce. In punta di piedi, d’estate, dopo cinque anni dalla sua nascita e solo per poter lanciare il suo remake americano. Si potrebbe aprire una lunghissima discussione sulla miopia intellettuale e commerciale dei distributori italiani riguardo ai film orientali. Un mercato dedicato solo a autori o “presunti tali” o a pochi altri fenomeni di mercato come appunto l’horror importando più porcherie che prodotti di qualità.

Ma queste righe sono per Kiyoshi Kurosawa.

Non ho timore di essere smentito se affermo che Kurosawa è tra i più importanti registi contemporanei giapponesi. Così come sono convinto che la notizia della morte del nostro maestro Michelangelo Antonioni abbia rattristato il cineasta orientale. Kurosawa nasce come critico e storico cinematografico e fra i suoi amori e fonti d’ispirazioni cita sempre Antonioni, Bresson e la Nouvelle Vague. E di questi autori si trova molto nel suo cinema. Aprire questa parentesi sarebbe assai lungo e vorrei più che altro far capire a chi legge cosa potrà vedere in questo cineasta.

Kurosawa è regista del mistero. Tutti i suoi film ruotano su quesiti metafisici che non trovano risposta. Per sua ammissione questa non è una dichiarazione d’impotenza della ragione o dell’uomo stesso ma è uno dei lati positivi del suo fare cinema. Riconoscere l’esistenza dell’incomprensibile porta alla sua accettazione e ad un esistere armonioso. Spesso Kurosawa parte nella costruzione della sceneggiatura proprio da elementi vuoti e misteriosi intorno ai quali ruotano le vicende dei personaggi, spesso poliziotti o studiosi proprio a mettere in scena questo contrasto tra il ricercare e l’impossibilità di trovare una soluzione. Lo scontro diretto porta atti di violenza estrema proprio per l’incapacità di conciliare il desiderio di conoscenza con l’impossibilità di avere il controllo di tutto quello che accade. L’atto estremo è l’omicidio. Questo mi porta ad introdurre una peculiarità della messa in scena di Kurosawa ove emergono fortemente le influenze di cui ho accennato sopra.

Difficile trovare primi piani nei suoi film. Impossibile un montaggio ritmato e sincopato.

Kurosawa filma il tempo. Anche se tale espressione è decisamente abusata si adatta facilmente ai lavori del cineasta nipponico. Le sue pellicole sono fatte da lunghe inquadrature riprese da lontano all’interno delle quali le azioni vivono il loro tempo e il loro essere, che siano scene di vita quotidiana, apparizioni fantasmatiche oppure omicidi. Tutto viene filmato con distanza e rispettando il tempo vitale di ogni situazione. Unica eccezione in cui s’interviene pesantemente sul filmare sono i viaggi in macchina, sempre presenti nei film del regista e sempre girati con un occhio particolare in quanto lo spostamento ricopre un ruolo fondamentale nella vita di un uomo e quindi anche nella sua rappresentazione filmica. Sarebbe utile ed esplicativo a questo proposito comparare i vari film, ma questa non è la sede. In ogni modo è uno spunto in più per fare attenzione a quello che vedrete.

Questo pezzo non vuole per niente essere esaustivo, l’intento è quello di incuriosirvi e cercare di trasmettervi almeno in parte l’importanza di questo cineasta ancora poco conosciuto da noi. Operazione complicata come complicato è il suo cinema. E come Kurosawa stesso anche io non ho intenzione né le capacità di spiegare qualcosa come le sue opere che bisogna solo esperire vedendole.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: