Giovedì: libero, inclassificabile Louis Malle

Domani, giovedì 15 alle ore 20.30, vi aspettiamo tutti alla seconda serata della rassegna LOUIS MALLE, L’INCLASSIFICABILE per la proiezione di due splendide pellicole (sempre in arrivo dalla Francia): Fuoco fatuo (1963) e Vita privata (1962).

Fuoco fatuo, amatissimo ma poco visto capolavoro del cinema mondiale, si confronta con il male di vivere di un intellettuale borghese sulla trentina (il Maurice Ronet di Ascensore per il patibolo) uscito da una clinica dove si è disintossicato dall’alcool. Musica di Satie.

Vita privata narra la solitudine di una ragazza anni ’50, aspirante ballerina, diventata poi una star del cinema controvoglia. La ragazza è Brigitte Bardot. Al suo fianco il nostro Mastroianni.

Giovedì scorso, alla prima serata della rassegna Louis Malle, Aldo Tassone, meraviglioso conoscitore del cinema francese (è direttore della storica manifestazione annuale fiorentina France Cinéma che ha organizzato anche questo omaggio a Malle) e irresistibile affabulatore (può intrattenere il pubblico per ore a colpi di ricordi di incontri memorabili con i maestri della storia del cinema) ci ha introdotto all’opera del regista francese, vero iniziatore della Nouvelle Vague (quasi suo malgrado) e grande esploratore cinematografico.

Il titolo della rassegna (“Louis Malle, l’inclassificabile”) apparentemente enigmatico rispecchia in realtà perfettamente l’animo libero e inquieto del regista: Malle ha attraversato ogni genere, fatto ogni esperienza. Ha debuttato come assistente alla regia dei documentari di Jacques Costeau perché sapeva immergersi. Ha viaggiato per un anno in India girando ore e ore di materiali che ha poi (nel corso di 3 anni) composto in un documentario di 7 ore (al momento invisibile ma la Dolmen Video ha promesso di farlo uscire alla fine di quest’anno… rimaniamo in attesa). Ha realizzato il suo primo lungometraggio Ascensore per il patibolo (un noir che ha rivelato al mondo intero Jeanne Moreau, all’epoca sua musa e compagna), chiedendo a uno sconosciuto Miles Davis di creare delle musiche originali. Si è trasferito in America rimanendo un regista indipendente (cosa rarissima per chiunque negli Usa) ma assorbendone senza paura lingua e cultura. Ha sperimentato fino alla fine, fino a quel Vania sulla 42°strada (1994) tutto da riscoprire (Tassone ce ne ha mostrato degli stralci giovedì scorso al Visionario: ora lo vogliamo tutti in dvd!).

Inclassificabile perché liberissimo.

Una Risposta

  1. Ti invito a visitare il mio blog.
    Mi piace trattare di cinema.
    Ho anche scritto qualcosa su “Ascenseur pour l’echafaud.”…

    A presto!

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