SVEGLIATI NED – GLI ANNI IN TASCA

locandinaSecondo una tradizione che annovera vecchi classici come La signora omicidi (Alexander Mackendrick, 1955) e più recenti piccoli gioielli come The Snapper (Stephen Frears, 1993), il trentaquattrenne esordiente britannico volge programmaticamente, caparbiamente in commedia la tragedia. Anzi, proprio come Mackendrick, rinforza la perfidia della “natura umana” fino a bearsene e farcene beare in ottima coscienza. L’esordio di Svegliati Ned, di questa perfidia trasfigurata, dà una prova travolgente. Seduto di fronte al televisore, nella stessa posizione in cui poi troverà Ned, Jackie è uno dei milioni di piccoli uomini che, in 63 Paesi nel mondo – come si ricorda in un prologo per così dire cosmico -, il sabato sera affidano alle estrazioni del lotto quel niente che loro resta di dignità e speranza. La moglie ne è la versione femminile: una specie d’arpia egoista, una vecchia donna distrutta dalla vita e dal troppo tempo passato con lo stesso noiosissimo uomo. Ed è proprio lì, in quella poltrona sfondata a furia di pesarcisi sopra con il sedere, che d’improvviso Jackie si trasforma nel suo proprio opposto. Con un (non troppo) piccolo colpo di genio narrativo – che qui per nessun motivo sveleremmo mai -, Jones ne fa esplodere la dimensione giocosamente, fantasiosamente truffaldina. Quel che segue è una summa di bassezze umane, troppo umane di irresistibile efficacia comica. Ned, ossia il suo cadavere è troppo ridanciano per non far sospettare il moti vo del colpo apoplettico che l’ha mandato al Creatore? Ebbene, Michael e Jackie (che scivola sui suoi “intestini” sparsi sul pavimento) ne ricompongono i lineamenti in una smorfia più decorosa, senza trascurare di rimetterne la protesi dentaria là dove è bene che stia. E la strega? A quella pensa il parroco di Tulaigh Mhór, di ritorno da un viaggio di lavoro (sul camioncino porta la scritta “I love Lourdes”). Il suo tempismo è strepitoso. Quando Lizzy si sfracella sulle rocce, a pochi metri dal mare nebbioso e verdastro, è inevitabile pensare che si tratti d’un vero e proprio miracolo. Non molto più strabiliante, comunque, di quello compiuto da Kirk Jones e da tutti i suoi splendidi attori.

Roberto Escobar  Il Sole 24 Ore

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