TWILIGHT – I VAMPIRI SONO TORNATI!

TwilightTwilight è un film innocuo. Eppure è importante. Lo è per lo stato di culto che ha raggiunto fra i teenager,  ma non solo, di tutto il mondo. Come tutti i fenomeni anche questa storia d’amore adolescenziale insanguinata è degna di attenzione se non altro per capire il perché di tutta questa folla di fan che ha intorno. Se aggiungiamo che il film si fa guardare volentieri così come il libro si fa leggere, vi è più di un motivo per accostarsi alla creatura delle Mayer. La letteratura e il cinema sono sempre stati prolifici nella produzione di materiale vampiresco con risultati da montagne russe: grandi capolavori e porcate ignobili. Relegati in entrambi i casi, salvo qualche sparuta e coraggiosa eccezione, a una nicchia di appassionati e invisi al pubblico più colto, i vampiri proliferano. Oggi gli adolescenti non hanno letto Dracula o Carmilla ( ma spero che con questo slancio lo facciano) e neppure i più “giovani” vampiri della Rice, ma in molti hanno in camera un poster di Edward e Bella, i protagonisti di Twilight. La storia ha il giusto appeal per fare breccia nei gusti degli adolescenti. Un mix di amore e morte non troppo profondo ma ammantato da quel macabro che torna a farsi largo nelle varie mode giovanili. Un po’ in ritardo rispetto alla sua uscita il libro della Meyer si è perfettamente inserito in quella compagine Emo che tanto prende i ragazzini. Un ritorno del gotico? Forse. Ma più una questione d’immagine. Le avventure dei nostri vampiri non hanno nulla a che vedere con le malate ossessioni di LeFanu, sono adolescenti alle prese con le prime cotte. Chiariamo una cosa. Questo non è un tentativo di demonizzare l’operazione. Il libro o meglio i libri si fanno leggere e il film scorre bene per la sua durata. Bisognerebbe iniziare a non guardare con diffidenza tali prodotti ma cercare di capirli. Capire il loro target e fargli pure un plauso quando questi hanno successo. Vuol dire che chi li produce ha capito meglio dei loro detrattori da che parte stanno andando i ragazzi. Senza contare l’effetto forse più importante: milioni di giovani si sono riavvicinati alla lettura. Non sarà Hemingway ma può essere un inizio. Se invece di demonizzare si cerca di educare allora potrebbe essere l’inizio di una catena per creare un lettore ( e uno spettatore) maturo e consapevole.

Buttate giù questa sere di ovvietà sicuramente e doverosamente contestabili, spero almeno di aver istillato negli scettici  quel briciolo di curiosità che stuzzichi e faccia pensare che forse almeno una possibilità questo fenomeno la merita.

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