VALZER CON BASHIR – INDELEBILI

Valzer con BashirUna delle sorprese di Cannes 2008 si trasforma in queste ore in un monito contro la guerra a Gaza

Presentato in concorso a Cannes, il film di Ari Folman, al di là del notevole esito formale, pone un forte problema etico. È corretto assolutizzare (processo inevitabile quando si sceglie la parte per il tutto) l’orrore dei massacri dei campi profughi palestinesi di Sabra e Chatila compiuti dai falangisti libanesi il 16 settembre del 1982 con il benestare di Ariel Sharon e Rafael Eitan evitando di contestualizzarlo con quanto accade oggi, adesso mentre scrivo, mentre leggete, nei territori occupati? Ari Folman all’epoca dell’invasione israeliana del Libano, appoggiata dagli Usa con una serie di veti alle Nazioni Unite, era diciannovenne. Più di vent’anni dopo, perseguitato da incubi, s’accorge di non ricordare nulla della sua esperienza militare. Mettendosi alla ricerca di ex commilitoni, scopre la raccapricciante realtà dell’eccidio che affiora attraverso autentiche immagini dei sopravvissuti qualche attimo prima che lo schermo s’oscuri. Il documentario animato di Folman (una quasi contraddizione in termini), premiato in patria come miglior film dell’anno, è una combinazione di diverse tecniche d’animazione che (ri)apre una ferita nella coscienza civile di Israele e non solo ma rischia di ragionare al passato nonostante ambisca essere un monito. Infatti, mentre Avi Mograbi con il suo sofferto Z32 tenta di mettere in scena le contraddizioni di come si possa (continuare a) convivere con gente trasformata in assassini dalla ragion di stato, Folman si proietta in una dimensione che solo a fatica si apre al trauma della storia. O forse Folman, marxianamente, esemplifica cosa ci accade come popolo quando dimentichiamo. Inevitabilmente il miglior modo per onorare i morti di ieri è di stare dalla parte dei vivi di oggi. Come fanno i militanti di B’Tselem i quali hanno fornito videocamere alla gente che vive nella West Bank e a Gaza insegnando loro come si usano per documentare con le proprie mani le violazioni dei diritti umani di cui sono vittime. Filmare oggi per non dimenticare domani.

Giona A. Nazzaro da FilmTv

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